"Ho il virus dell'Aids"
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Hiv/ Aids, il 23 luglio 2006
Di ritorno da un matrimonio, stanco, distrutto, ho fumato due sigarette per disperazione, ho resistito alla tentazione di mettere le mani addosso al testimone dello sposo, a Roma non si stava dal caldo, il completo mi sta due taglie in sovrappiù e non l'avevo provato, ho guidato per ore in autostrada.
A tavola poi (il tavolo dei single ovviamente) s'è svolta un'attenta analisi del perché non ho una fidanzata/moglie/convivente. Dopo proposte come "ah no sei troppo magro" o "secondo me sei un porco", che ancora potevo accettarle, è arrivata "sarai uno di quelli che ha paura a uscire di casa". E allora ho dato la risposta reale: "no, ho il virus dell'Aids".
Reazioni: silenzio. I più vicini, istintivamente hanno guardato i bicchieri per essere sicuri che non ci avessi bevuto. Colpetti di tosse. E nient'altro. Sono diventato invisibile. Nessuno mi ha più rivolto parola per mezz'ora.
Mi sono alzato e me ne sono andato a fumare nel parco.
E poi ho preso la macchina e mandato un messaggio a Fabio e Gabriele, che li aspettavo in albergo.
Sì, cazzo. Ho l'HIV. Ma non bevo nei vostri fottuti bicchieri. E anche se lo facessi, non avreste l'Aids. Maledetti pregiudizi. Se ancora queste sono le reazioni, che senso ha.
PS. No, Cannocchiale. Non indicherò la tua categoria del cazzo. Tanto per contraddire. Che sono incazzato nero stasera.